C’e posto per la posta
Autore: Enrico Montesano
19 novembre 2008 Diario di un capocomico
Riceviamo dai Maceta e volentieri postiamo.
CARO PETROLIO…
L’economia mondiale è in ginocchio a causa del caro petrolio. Il ministro
Tremonti non sa più cosa fare: prima si è travestito da Robin Hood, poi ha
capito che per fare miracoli forse è meglio indossare i panni di Silvan. Tutta
colpa del caro petrolio. Ecco perchè il ministro ha deciso di rivolgersi
direttamente a Lui, scrivendogli una lettera di cui siamo venuti in possesso e
che riportiamo fedelmente:
“Caro Petrolio,
non La chiamerò Oro Nero perchè non sono razzista. Mi permetta però di
esprimerLe qualche rimostranza. Lo so che passare tutta la vita sotto terra
poi, una volta estratto, finire stretto stretto in un barile, possa causarLe
frustrazioni, ma le conseguenze di questo Suo disagio esistenziale non possono
abbattersi sull’economia globale. In questa occasione Le scrivo anche a nome
delle compagnie aeree, più di tutti costrette all’austerità dall’aumento
vertiginoso del Suo prezzo e che quindi hanno dovuto adottare strategie
discutibili. C’è chi alleggerisce sedili, carrelli e vivande (abbattimento dei
costi di gestione e digestione); chi aumenta le tasse sui bagagli o riduce il
carburante a livelli minimi, così parti dalla Malpensa e ammari sul Lago
Maggiore. Compagnie più creative come Japan Airlines e Southwest Airlines
impongono un secondo biglietto agli obesi dal giro-vita che impedisce di
abbassare i braccioli, dipingono l’esterno del cargo, rullano sulle piste con
un solo motore acceso o raddoppiano la frequenza dei lavaggi della fusoliera.
Per l’Alitalia il discorso è diverso perchè, se continua così, il problema
si risolverà lasciando le cose come stanno: piloti e passeggeri si
autoelimineranno spontaneamente.
Ripieghi stravaganti, caro Greggio (e non mi riferisco ad Ezio), ai quali mi
permetto di aggiungere qualche modesta proposta: partenza a fionda con lancio
ad elastico; utilizzo di una sola ala o installazione di dispositivo a ganci e
carrucole che permetta alle ali di battere e volare come gli uccelli.
Carburanti alternativi: impianto GPL, con ciambellone sotto la fusoliera, o ad
urina previo collegamento del wc al serbatoio principale; trasformazione della
stiva in chiglia, per viaggi via mare con i passeggeri ai remi come nelle galee
romane; per alleggerire il cargo nel bel mezzo del tragitto si potrebbero
invitare i signori viaggiatori ad uscire per la pausa caffè. In compagnie più
emancipate come la Pakistan Airway o la Giamaica Airlines i piloti non rullano
ma rollano, utilizzando il fumo come carburante; non si sa se il convoglio
arriva a destinazione ma il viaggio è da sballo.
Caro Petrolio, vabbè tirare la cinghia, ma se sull’aereo la tiri troppo rischi
di soffocare, quindi ti prego di essere più clemente almeno con gli operatori
di volo, i quali hanno bisogno di certezze per il futuro. Lo sai che non è
facile avere la testa tra le nuvole e rimanere con i piedi per terra.
I Maceta

Goffredo
novembre 19th, 2008
E’ proprio vero.. il petrolio ci sta a massacrà.. ma perché il carburante non scende di prezzo, questa, non l’ho proprio capita!
E visto che si parla di aerei, propongo un’alternativa: basta aerei! Usiamo i DRA (Dirigibile a Reazione ad Aria) Un nuovo motore ecologico modello palloncino gonfiabile) Funziona cosi’: si prendono e si legano assieme una serie di sedie/poltrone prese da un cinema o meglio ancora (visto la crisi dei Teatri) prelevate da un Teatro di Roma (il Teatro Brancaccio potrebbe essere ottimo: ha delle poltrone abbastanza comode e, visto i flop, penso sarà disposto a venderle a prezzi stracciati).. ci si lega sopra un enorme pallone di gomma (tipo quelli che vendono al tabacchino per i bimbi.. quelli che si gonfiano con la bocca). Con un bel nodo, si lega il “culo” del pallone in modo da non fare uscire l’aria e, tramite una serie di tubi (tanto quante sono le poltrone) ogni passeggero, una volta posizionatosi al proprio posto, comincerà a soffiare nel tubo gonfiando il pallone. Ognuno darà il proprio contributo! La Economy class avrà il tubo in cui soffiare; la Business class avrà un piccolo compressore da viaggio compreso nel prezzo. Come si usava nelle vecchie navi a remi, ogni passeggero soffierà a comando.. il più fortunato (si farà una finta estrazione prima dell’imbarco) sarà colui che, munito di tamburo, regolerà il tempo e l’intervallo tra una soffiata ed un’altra.
Una volta gonfio e tutti seduti con cinture di sicurezza ben allacciate, il comandante del DRA (un comandante assunto perché parente di qualche politico perbenista eletto con i punti di un supermercato di provincia) una volta capito il livello di gonfiamento del pallone (per capire questo, ha fatto un corso di formazione finanziato dalla Comunità Europea) darà l’OK: il suo sostituto tirerà una corda che slaccerà il nodo fatto al “culo” del pallone e, come succede per i piccoli palloncini “da casa”, il dirigibile DRA, sfreccerà nel cielo con tanto di rumore che finge la presenza di un mega motore a reazione!
E’ semplice, non inquina, costa poco.. e ci si sente tutti come dei palloni gonfiati..
L’unica cosa è sperare che, una volta slacciato il nodo, il DRA vada nella direzione giusta e che non cominci a zigzagare per il cielo scaricandoci a Mosca quando noi eravamo diretti a Lugano.
Caro Petrolio.. e cari politici.. pensateci bene.. il DRA e la MRA (Macchina a Reazione ad Aria) sono già nella testa di ogni contribuente.
Cordiali saluti.
Enrico Montesano
novembre 19th, 2008
Grazie Goffredo per il contributo….diamoci delle arie e voleremo dritto!!