Dichiarazione di sana e robusta Costituzione

Autore: Enrico Montesano

14 settembre 2008 Macchie di sungia

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E’ quasi stupefacente come a soli 60 anni di distanza si senta improvvisamente il bisogno di riconoscersi. E’ un po’ come aver dormito per oltre mezzo secolo nel letto con la stessa donna e una mattina svegliarsi dicendo: o bella ciao, ma chi cazzo sei?

Unanime l’apprezzamento per le parole di Gianfranco Fini, se non vogliamo contare i distinguo dell’opposizione, i fischi dei giovani di Alleanza Nazionale, i conati di Gasparri e La Russa e i “mi ci pulisco il culo” della Lega. Del resto non si può nemmeno pretendere più di tanto: come si fa a dare a un paese come il nostro una costituzione, senza uno straccio di istruzioni per l’uso? E’ chiaro che si fanno pasticci.

Qualche nostalgico ha interpretato a modo suo le dichiarazioni della terza carica dello Stato e così si è recato all’obitorio per riconoscere la salma. Un po’ meno cerimoniosa la replica di Storace che, all’invito perentorio di Fini di riconoscersi nella nostra costituzione, ha replicato: “Nun me somiglia pe’ niente!”.

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C’è 1 commento

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  • augusto loi

    settembre 14th, 2008


    Attento Enrico! Per il momento non sei benedetto da Benedetto ma c’è pronto un rogo anche per te. A meno che il Bisunto non fondi un’altra Chiesa, sei nei Casini.

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