Fannie e Freddie, la nuova sit-com americana
Autore: Enrico Montesano
9 settembre 2008 Macchie di sungia
Tags: eonomia, Fannie Mae, Florida, Freddie Mac, George W. Bush, Henry Paulson, Mc Donald's, mutui, nazionalizzare, prestiti ipotecari, Stati Uniti, Usa, Wall Street
Fannie Mae e Freddie Mac non sono due nuovi burger della Mc Donald’s e non sono nemmeno due uragani diretti sulla Florida, per quanto i loro effetti su Wall Street siano stati, più o meno, gli stessi. Ora vi starete chiedendo chi può nascondersi dietro a dei nomi da pirla simili. Presto detto: si tratta delle due agenzie specializzate in prestiti ipotecari che sono andate praticamente dal culo negli Stati Uniti.
Qui, fossi in voi, mi farei la prima risata preventiva. Fidatevi sulla parola. Il ministro del Tesoro americano Henry Paulson ha annunciato un piano in base al quale il governo del paese paladino del capitalismo, udite udite, nazionalizzerà le due agenzie in crisi. Lo stesso presidente George W. Bush ha definito la crisi “un rischio inaccettabile” per l’economia Usa. A questo punto, sarebbe opportuno nazionalizzare anche George “doppio bourbon” Bush, visto quello che ha combinato.
E’ una decisione che fa riflettere. Nel momento in cui la più grande democrazia del mondo s’interroga sulla possibilità di avere il suo primo presidente afroamericano, eccotela diventare tutta d’un botto comunista. Quale sarà il prossimo passo verso il Soviet supremo? Nazionalizzare la Coca-cola? Gulag in Texas? Un festival dell’Unità al Central Park?
In attesa di scoprirlo, si registrano le prime reazioni cinesi che hanno chiesto al governo americano il rispetto del diritto d’autore. Intanto, a sorpresa, Fidel Castro ha annunciato di voler lasciare l’isola di Cuba per rifugiarsi in una dacia sul fiume Hudson nella nuova patria mondiale del comunismo.
