Buone notizie per i coprofagi: il Paese è nella merda!

Autore: Enrico Montesano

5 luglio 2008 Macchie di sungia

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C’è una vecchia barzelletta che racconta di un tizio che osserva un gruppo di dannati dell’inferno, costretti a restare immersi nella merda fino al collo. Il tizio chiede al diavolo: “e questa la chiamate punizione eterna?”. Il diavolo annuisce e poi, rivolgendosi ai dannati, grida: “la ricreazione è finita, seduti!”.

Si ha la netta impressione che il Paese versi un po’ nella stessa situazione di quei dannati, solo che gli italiani sono già seduti e qualcuno, molto presto, li farà sdraiare per saltare sopra la loro pancia a piedi uniti. Una prospettiva confortante per i coprofagi che, si sa, in Italia crescono più dell’inflazione.

Berlusconi ha parlato di fango su di lui e sulle sue ministre. Non male. Da pruriginosi incalliti quali siamo, ci è bastato un misero attimo per abbandonarci alla fantasia morbosa della Carfagna e della Brambilla che lottano nel fango. Dopo il vizio, però viene la virtù. Così, alla prova dei fatti, abbiamo voluto compiere un gesto compassionevole verso il Cavaliere intercettato e dirgli quello che, fino a questo momento, nessuno ha ancora avuto il coraggio di confessare: “Silvio, purtroppo, non è fango!”.

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Ci sono 4 commenti

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  • UMI

    luglio 5th, 2008


    La scena della Carfagna e della Brambilla nel fango o quello che è, non sarebbe male, già vedo gli italiani divisi sulla possibile vincitrice :)

  • augusto loi

    luglio 5th, 2008


    Bella la chiusura, mi ricorda un proverbio spagnolo(trovato sul blog di Grill):”Ci pisciano addosso e dicono che piove”.

  • Adduso

    luglio 5th, 2008


    La TRAPPOLA delle donne.

    Mi auguro che le donne in generale non stiano ricadendo nelle solite “trappole” del passato.

    Quanto sta avvenendo mi ricorda quanto lessi sulla condizione femminile del dopo guerra, in cui la donna aveva ripreso un ruolo importante nella società italiana in quanto era stata un pilastro durante le guerre partigiane portando le necessarie informazioni, viveri e armi, agli uomini che si dovevano nascondere nelle montagne. Tuttavia, finita la guerra, una certa cultura millenaria maschilista forte anche dell’appoggio di molte donne affette dalla ormai genetica frigidità cerebrale di secoli di sottomissione, cominciarono un linciaggio mediatico e religioso che rintuzzò l’improvvisa voglia di emancipazione femminile. Ci sono poi voluti molti decenni fino al 1972 perché si rivedessero le donne per strada a rivendicare la propria autodeterminazione (ma quante botte presero tanto che per un anno non vi furono più manifestazioni).

    La donna, in questa società ambigua, a mio parere, combatte legittimamente con tutte le armi che dispone. Se usa anche quella della bellezza non la biasimo. Il problema non sono le donne cosiddette “veline”, ma gli uomini che vogliono fare gli intellettuali o gli statisti, mentre ragionano (anche di fantasia) sempre e solo con il … “l’attributo” (quello che c’è o che è rimasto).

    La nostra società in generale e soprattutto quella politica istituzionale, riflette, purtroppo, l’ingannevole morale dei mafiosi, in una mano l’immagine della Madonna e nell’altra la pistola. Ma d’altronde, quando si chiede alla gente comune perché va in vacanza, tutti rispondono che lo fanno per cultura o per rilassarsi, mentre non ho mai sentito dire a nessuno (pubblicamente) che è solo e finalmente per cercare sesso, anche omosessuale, perché (pubblicamente) qui in Italia rimane un tabù (e poi al ritorno, per ritrovare la verginità culturale fanno pure morale gratuita soprattutto sugli omosessuali). Siamo in generale un popolo culturalmente e scolasticamente bigotto di “attori” (mentitori) e il nostro Parlamento e le nostre Istituzioni, non possono che esserne un riflesso, o forse viceversa.

  • augusto loi

    luglio 5th, 2008


    Eccco, appunto, nella scuola non c’è affatto parità, noi insegnanti siamo da tempo estinti. Chi ha educato e sta educando(?!) le nuove generazioni?, le nonne insegnanti? Che non possono neanche essere “nonne” perchè stanche di anni di insegnamento?.

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